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Forex cos’è

Cos’è il Forex trading

Forex significato: il termine Forex è abbreviazione di Foreign Exchange Market ed indica il mercato in cui vengono scambiate coppie di valute, accessibile attraverso un computer ed una connessione internet.

forex cos'è

Storia del forex

Gli scambi di valuta sono risalenti nel tempo, ma il forex così come oggi inteso, è relativamente recente: inizia a diffondersi negli anni 80, ma il boom è successivo, in particolare il forex come oggi lo conosciamo, esplode dopo il 2000 in concomitanza sia con la larga diffusione di internet grazie anche alle nuove tipologie contrattuali per accedere alla rete, sia in concomitanza alla crisi economica esplosa nel 2008 e che ha posto molte famiglie in difficoltà e a caccia di guadagni.
Attualmente il forex è un mercato globale, accessibile 24 ore su 24 per 5 giorni a settimana, basta registrarsi presso un broker, o intermediario finanziario, attraverso il sito internet dello stesso e accedere ad una piattaforma con la quale è possibile immettere ordini. Ciò vuol dire che su esso possono agire operatori presenti in qualunque parte del mondo, proprio per questo riesce ad attrarre quantitativi di capitali ingenti e ogni giorno con il forex operano singoli, banche, operatori economici, banche centrali, Stati. Tale caratteristica lo rende un mercato in cui c’è concorrenza perfetta, forse uno dei pochi mercati con tale caratteristica. Gli economisti definiscono come concorrenza perfetta quella situazione nella quale i prezzi sono determinati esclusivamente dalla domanda e dall’offerta e nessun singolo operatore da solo può determinare in un senso o in un altro il prezzo. Questa caratteristica rende il mercato del forex tendenzialmente più sicuro rispetto ad altri mercati perché ogni operatore, dall’operaio, alla banca, hanno accesso alle stesse informazioni e non possono influire sul prezzo, quindi la validità delle loro analisi non è inficiata da distorsioni del mercato, cosa che ad esempio può accadere con le azioni.

La regolamentazione del Forex

Si è detto in precedenza che solo da pochi anni in Italia si è diffuso il trading forex come forma di investimento finanziario, il riconoscimento implica che vi è una regolamentazione, anche tale caratteristica contribuisce a rendere il forex più sicuro. La normativa di settore è la MiFID (Market in Financial Instruments Directive), che è stata approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo il 20 aprile 2004, la stessa è stata recepita in Italia solo nel 2007 ed è entrata in vigore il 1° novembre dello stesso anno. Essendo una normativa di derivazione dell’Unione Europea è applicabile e vincolante in tutti gli Stati Membri. La normativa stabilisce che per poter offrire servizi di intermediazione per il trading online, è necessario avere una licenza, la stessa può essere rilasciata esclusivamente dall’autorità pubblica che, nel Paese in cui ha sede la società che ha intenzione di offrire il servizio di intermediazione, e quindi le piattaforme per il trading online, ha il compito di vigilare su tale tipologia di attività, in Italia è la Consob. Tale autorità pubblica ha il compito di valutare se il broker rispetta la normativa MiFID e solo in tal caso rilascerà la licenza che permetterà al broker di operare legalmente. Una volta ottenuta la licenza la stessa non ha validità illimitata perché può essere revocata in seguito a controlli dai quali dovesse emergere il mancato rispetto della normativa di settore. A sua volta la normativa prevede che il broker che mette a disposizione piattaforme per il trading online, deve applicare il principio della trasparenza e quindi avvertire il trader della rischiosità degli investimenti con il trading online. È previsto che sul sito internet dal quale si può accedere alle piattaforme siano chiaramente indicati gli estremi della licenza ottenuta, in modo che ogni trader possa effettuare dei controlli, inoltre il broker deve aderire ad un Fondo di compensazione, distinto dal capitale sociale e distinto dai fondi versati dai trader, il cui obiettivo e risarcire eventuali danni che i trader dovessero subire nel corso dell’attività del trading online. Tra i danni risarcibili ci sono anche quelli derivati dal cattivo funzionamento della piattaforma messa a disposizione.
Una volta ottenuta la licenza da parte di un’autorità pubblica dell’Unione Europea, il broker potrà operare e quindi offrire il servizio in tutto l’ambito dell’Unione Europea, è comunque possibile chiedere anche la Registrazione presso altre autorità pubbliche, la stessa è una sorta di ulteriore conferma del rispetto delle normative. Dal punto di vista pratico molti broker hanno sede a Cipro e l’autorità che ha dato la licenza è quindi la CySEC, ma per ulteriore conferma chiedono e ottengono la Registrazione anche in altri Paesi dove spesso hanno sedi secondarie. Molti sono i broker che ad esempio hanno la Registrazione presso la Consob.
Precisato che il trading forex è un investimento finanziario del tutto legale e che i trader che dovessero ritenersi truffati possono avere tutela, è bene provare a capire cosa è bene sapere prima di iniziare ad operare.

Come scegliere il broker

Prima di iniziare ad operare è ovviamente necessario scegliere un broker presso il quale aprire un conto per poter accedere alle piattaforme. Si tratta di una scelta delicata ed importante. Oltre a valutare se è regolamentato, è bene anche cercare in rete delle opinioni, per capire se offre assistenza, materiale didattico, il trading forex non è un gioco e quindi senza l’adeguata formazione avere dei guadagni può essere difficile. Un secondo aspetto da valutare sono le piattaforme offerte che devono essere intuitive quindi facili da comprendere, disponibili anche nella propria lingua e con elevato livello di ricettività, cioè devono eseguire immediatamente gli ordini immessi perché nel forex i valori possono cambiare velocemente e quindi nel tempo che intercorre tra l’ordine di chiusura di una posizione e l’effettiva chiusura, si può passare da una posizione in attivo ad una in passivo. Importante verificare anche le modalità in cui avvengono le transazioni: devono essere eseguite con un sistema protetto in modo che non possano esservi truffe. Solitamente i versamenti avvengono tramite bonifico, carta di credito o sistemi di pagamento come paypal o skrill. Infine, in base alle proprie possibilità e capacità, è bene scegliere un broker che non richiede un versamento iniziale eccessivamente elevato.

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Analisi fondamentale ed analisi tecnica per determinare l’andamento delle valute

Si è detto che il trading forex è basato sullo scambio di valute, il trader deve prevedere il futuro andamento di una valuta rispetto ad un’altra e cercare di lucrare sui movimenti di valore, ovviamente se le sue analisi sono giuste vi è un guadagno altrimenti vi è una perdita.
Per capire l’andamento del valore di una valuta è necessario conoscere i fattori che determinano un trend al rialzo o al ribasso delle coppie di valute.
In sintesi si può dire che il valore è determinato in primo luogo dalle decisione delle Banche Centrali, sono queste infatti a stabilire la quantità di moneta circolante e il tasso di interesse delle valute, cioè il costo del denaro: un costo del denaro elevato determina una domanda bassa, mentre un costo basso sollecita maggiore domanda. Questi due fattori da soli non bastano perché ad esempio un costo del denaro basso, offre un supporto all’economia reale e una ripresa della stessa può determinare un aumento del valore della valuta. Oltre a tali fattori, influiscono sul valore delle valute anche i dati relativi a tasso di occupazione/disoccupazione, inflazione/deflazione, PIL, scorte di magazzino, importazioni/esportazioni, cioè tutti quegli elementi relativi all’economia dei Paesi in cui una determinata moneta circola. Il terzo blocco di fattori determinanti riguarda la politica economica e quindi tutte le decisioni prese dai governi e che possono dare un sostegno all’economia del Paese e rendere una moneta forte o debole. In linea di massima si può dire che un aumento della domanda di una determinata moneta porta ad un suo apprezzamento, mentre una diminuzione della domanda porta ad un deprezzamento, al contrario invece un aumento dell’offerta, ad esempio dovuto ad un Quantitative Easing, porta ad un deprezzamento e a sua volta favorisce le esportazioni, mentre un’offerta limitata porta ad un aumento di valore della valuta stessa.
Per poter avere dei guadagni con il trading forex è necessario quindi cercare di conoscere in anticipo le mosse che possono arrivare dalle Banche Centrali, dai governi o quegli appuntamenti in cui vengono rilevati dati statistici rilevanti. Si parla in questo caso di calendario economico. Molti broker infatti offrono ai trader tale servizio, cioè avvisano quando ci sarà una dichiarazione o un comunicato stampa dai governatori delle Banche Centrali o quando gli istituti di statistica stanno per rendere noti i dati su inflazione/deflazione, disoccupazione, import ed export, infatti in concomitanza con tali dichiarazioni vi possono essere dei movimenti di valore e anche dei cambi di trend sostanziali.
I dati visti in precedenza fanno parte dell’analisi fondamentale, cioè un’analisi volta a determinare il probabile andamento di una valuta basandosi su dati dell’economia reale. Questa tipologia può essere abbastanza difficile da affrontare, proprio per questo è possibile avere dei segnali di trading forex basati su analisi fondamentale svolta da professionisti. Tali segnali solo in alcuni casi sono offerti gratuitamente dai broker, mentre spesso sono offerti dietro il pagamento di un corrispettivo e trasmessi tramite e-mail o SMS. Affidarsi all’analisi fondamentale per investire nel forex non dà la certezza di avere dei guadagni, ma solo maggiori probabilità.
Oltre all’analisi fondamentale, come visto abbastanza complessa perché i fattori da coordinare per capire se una valuta si apprezzerà o deprezzerà rispetto ad un’altra sono tantissimi, è possibile affidarsi anche all’analisi tecnica.
L’analisi tecnica è più semplice da effettuare, è basata sul principio della ciclicità in economia, cioè che al ripetersi di determinate condizioni si ripetono anche gli andamenti. Per effettuare un’analisi tecnica è quindi necessario esaminare i grafici degli andamenti verificatisi in passato.
Nell’eseguire l’analisi tecnica è necessario in primo luogo individuare il livello di supporto ed il livello di resistenza. Il livello di resistenza è il punto, o valore, più alto nel periodo preso in considerazione, in teoria si può fare analisi tecnica anche basandosi sui dati del giorno precedente, mentre il livello di supporto rappresenta il valore minimo raggiunto nel periodo preso in esame. Si deve a questo punto tracciare l’andamento delle negoziazioni e stabilire se il trend è al rialzo o al ribasso. Un trend non esclude che ci possano essere oscillazioni in senso contrario, ma queste non sempre determinano un cambio di rotta.
Anche per l’analisi tecnica valgono i principi su esposti, cioè che si possono avere segnali di trading e che gli stessi non assicurano guadagni perché eliminare del tutto il rischio dal trading forex è impossibile.
Gli analisti non sono concordi sulla maggiore affidabilità di una tipologia di analisi piuttosto che di un’altra, ma come spesso accade la verità sta nel mezzo e di conseguenza per avere un trading profittevole si potrebbe provare ad utilizzare entrambe le tipologie coordinandone i risultati.
A questo punto è bene anche precisare che nel trading forex non si guadagna solo da un aumento del valore di una valuta rispetto ad un’altra, ma anche da una perdita di valore, l’importante è eseguire un’analisi giusta e quindi si potrebbe anche guadagnare puntando su una moneta debole, se si ritiene che la stessa possa in futuro essere scambiata ad un valore molto più elevato. Ovviamente converrà comprare al valore minimo.

Il Forex e la leva finanziaria

Tra i vantaggi del trading forex c’è la possibilità anche di investire pochissimo e tenere sotto controllo il rischio di perdite. A questo proposito è bene sottolineare che per poter operare è ovviamente necessario versare dei fondi, il minimo è stabilito dai vari broker, vi sono quelli che permettono di operare versando appena 25 euro, anche il minimo per la singola transizione è fissato dal broker: se si vuole rischiare poco è bene cercare un broker che permetta di agire con somme non elevate.
Soprattutto per chi muove i primi passi è essenziale stare attenti al rapporto di leva, o leverage. Si tratta di un meccanismo attraverso il quale i guadagni e le perdite non sono calcolati su quanto investito, ma su una somma esponenziale. Ad esempio, se il broker propone un rapporto di leva 1:100, investendo un euro è come se ne fossero investiti 100, di questi 1 lo mette il trader e 99 il broker. Se vi è un guadagno del 10%, i 100 euro diventano 110, di questi 99 devono essere restituiti al broker e al trader ne restano 11, comunque una buona somma commisurata all’euro investito che da solo avrebbe prodotto 10 centesimi di guadagno. Per chi non opera professionalmente, o non è esperto, è bene scegliere broker che non hanno un rapporto di leva eccessivamente elevato perché il meccanismo opera anche in caso di perdita. Connesso al rapporto di leva è il margine, infatti quando il trader investe una determinata somma su una posizione potrà notare che non viene bloccata solo la somma puntata, ma anche una quota di margine, la stessa serve a coprire eventuali perdite ed è calcolata proprio in base al rapporto di leva, ciò rende evidente che le perdite possono essere più elevate rispetto a quanto investito.
Per capire bene il rapporto di leva, il suo meccanismo e anche i rischi connessi, è consigliato muovere i primi passi nel trading forex attraverso un conto demo. Si tratta di un conto con soldi virtuali, il trader con esso può capire esattamente il funzionamento del forex, elaborare una strategia, capire i suoi errori di strategia, operare come se stesse usando soldi veri, ma senza rischiare nulla.

Strategie forex

Attraverso l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale è possibile elaborare delle strategie di trading online. Un fattore molto importante è il tempo, infatti è possibile investire sia nel brevissimo tempo, sia in tempi medio lunghi. Chi adotta una strategia day trading chiude le posizioni al termine della giornata, ma vi sono anche trader che preferiscono tenere aperte le posizioni per più giorni facendo affidamento sul trend e sulle proprie analisi di mercato, solitamente questa strategia è applicata soprattutto dai professionisti. Molto particolare è la strategia scalping. In questo caso il trader tende a chiudere le posizioni anche in un brevissimo lasso di tempo, che potrebbe essere corrispondente a pochi secondi. Tale strategia è basata sull’idea che anche se vi è un determinato trend nel valore delle valute, sono comunque possibili delle oscillazioni di senso contrario e sfruttando le stesse è possibile chiudere le posizioni appena le stesse assumono valore positivo. Chi fa scalping tende ad aprire e chiudere moltissime posizioni in un breve arco di tempo, in questo modo distribuisce il rischio e guadagna poco dalle singole, ma a fine giornata ha un saldo positivo. Chi intende guadagnare con lo scalping solitamente dedica molte ore al trading e riesce ad aprire molte posizioni anche contemporanee, ovviamente ci vuole il massimo della concentrazione per avere tutto sotto controllo.
Per ridurre il rischio si possono inoltre adottare strategie specifiche come lo stop loss. Come il termine stesso dice, si tratta di porre un preventivo stop alle proprie posizioni. In questo caso il trader fissa un limite alle perdite per la singola posizione aperta e quindi, giunti a quel limite, la posizione viene chiusa, Questa strategia serve ad evitare che ci siano perdite elevate dovute anche ad un fattore emotivo: solitamente chi è in perdita spera sempre di poter recuperare e tende a non chiudere le posizioni, il trading in questo modo diventa troppo rischioso, chi non vuole lasciarsi trascinare si impone un limite.
Lo stop loss può essere manuale o automatico, nel primo caso è il trader che arrivato al punto fissato deve manualmente chiudere la posizione, nel caso in cui si adotti invece un sistema automatico, arrivati al punto stop loss la posizione sarà chiusa dal sistema.
Allo stop loss sempre più spesso viene sostituito, o affiancato, il trailing stop loss che è una sorta di versione evoluta del primo. Mentre lo stop loss prevede un traguardo fisso, in valore o in percentuale, raggiunto il quale la posizione è chiusa, il trailing stop prevede un traguardo mobile e tiene in considerazione l’ultimo massimo o minimo raggiunto. Ad esempio: fissando il limite di perdita al quale chiudere la posizione al 5%, si intende che la posizione sarà chiusa quando la perdita raggiungerà il 5%, ma nello stop loss tradizionale il 5% è calcolato sul valore al momento dell’apertura della posizione, mentre con il trailing stop il 5% è calcolato in base al valore più elevato raggiunto. Dal punto di vista pratico se vi è un iniziale incremento di valore della valuta, passata ad esempio dal valore 100 al valore 125, con lo stop loss il valore massimo di perdita resta a 95 (5% sul 100 iniziale), mentre con il trailing stop il valore di chiusura è molto più alto ed è 118,75.
Un’altra strategia che è possibile adottare per fare trading forex è denominata take profit, letteralmente prendo il profitto. Anche in questo caso si tratta di una soglia prefissata al raggiungimento della quale la posizione aperta viene chiusa, ma a differenza dello stop loss o trailing stop, la chiusura non è in caso di perdita, ma di guadagno.
Perché imporsi un limite ai propri guadagni? La risposta è abbastanza semplice: come visto prima parlando di analisi tecnica, si fissa un valore minimo denominato livello di supporto ed un valore massimo denominato livello di resistenza, quest’ultimo è il picco massimo di valore raggiunto, una volta sfiorato lo stesso è molto difficile che il valore possa continuare a salire, ma molto probabilmente vi sarà un’inversione di tendenza. Porre un take profit permette di fissare il valore massimo, prendere il profitto e non rischiare un minore profitto dovuto ad un’inversione di tendenza. Anche in questo caso gioca un ruolo importante il fattore emotivo perché il trader che vede il proprio guadagno aumentare, senza una traguardo prefissato, tende a non chiudere fino a quando vede i guadagni crescere.
Nell’elaborare una strategia di trading forex è possibile anche combinare tutti questi sistemi, cioè fissare allo stesso tempo uno stop loss, un trailing stop e un take profit, in questo modo si cercherà di limitare le perdite al massimo e allo stesso tempo massimizzare i guadagni, superando i limiti o ostacoli dati dal fattore emotivo che spesso può fuorviare e portare a comportamenti eccessivamente rischiosi.

Trading forex con opzioni binarie

Elaborare strategie di forex tenendo in considerazione analisi fondamentale ed analisi tecnica può essere difficile, un’alternativa messa a disposizione dai broker sono le opzioni binarie. Queste prevedono la possibilità di scegliere tra due sole opzioni e quindi offrono il 50% di possibilità di avere guadagni, probabilità ovviamente aumentate dall’analisi di trading.
Le opzioni binarie sono di tre tipologie principali:
– Call/Put, anche denominate alto/basso, che chiedono al trader di stabilire se entro un determinato termine il valore di una valuta rispetto ad un’altra sarà più alto o più basso;
– Intervallo, o range, nelle quali il trader deve individuare se entro la scadenza il valore si manterrà o meno entro un determinato intervallo;
– Tocca/Non tocca, o Touch, in questo caso il trader deve determinare se nell’arco temporale prestabilito il rapporto tra le valute toccherà o meno un determinato valore.
Queste sono le tipologie principali, ma vi sono broker che permettono di operare anche con opzioni binarie che si discostano leggermente dalle tipologie viste. Ad esempio alcuni broker permettono di operare con le opzioni builder, cioè costruite dallo stesso trader che ne determina alcuni elementi come la scadenza, il profitto.
Una sostanziale differenza tra le opzioni binarie e il trading forex tradizionale è data dal fatto che nelle opzioni binarie il termine temporale è prestabilito quindi il trader sa che entro lo stesso l’investimento sarà chiuso. In secondo luogo fin da subito il trader sa qual è il guadagno o la perdita che potrà maturare e le stesse possono essere molto elevate, infatti in media il rendimento è tra il 70-80%, ma vi sono opzioni che possono arrivare ad un rendimento anche del 500%, è bene sottolineare che all’aumentare del rendimento previsto, aumentano anche i rischi.
I tempi sono prestabiliti, infatti vi sono opzioni con scadenza 30 secondi, non offerte da tutti i broker, opzioni con scadenza 60, 90, 120 secondi, 5 minuti, 10, 15 minuti, mezz’ora il tutto fino alla scadenza giornaliera, settimanale e in alcuni casi anche tempi più lunghi. Solo in alcuni casi i broker permettono di modificare la scadenza inizialmente prevista, ad esempio attraverso il Rollover che consente di posticipare la scadenza o il take profit che permette di chiudere prima della scadenza. In alcuni casi è possibile anche modificare quanto investito, ciò attraverso il Double Up. Tutte queste possibilità offerte da alcuni broker richiedono il pagamento di una commissione, di conseguenza è bene valutare se vi è convenienza.

Per sapere tutto sulle opzioni binarie e soprattutto per imparare le migliori strategie di trading binario ti invito a visitare www.opzionibinarie60.com blog in italiano che spiega nei dettagli tutto ciò che riguarda le opzioni binarie focalizzando la propria attenzione proprio sulle strategie da applicare.

Tassazione trading forex

Parlando del forex non si può tralasciare l’aspetto fiscale, infatti i guadagni generati dal trading sono soggetti a tassazione. Pur essendo un mercato globale, la tassazione avviene a livello locale, quindi ogni Stato decide l’imposizione fiscale da applicare. In Italia i proventi delle operazioni finanziarie sul forex sono tassati in qualità di plusvalenze di natura finanziaria, le aliquote applicate solitamente vengono determinate con legge.